LA DORATURA


Una tecnica vecchia di duemila anni

La doratura a foglia d’oro zecchino è un procedimento decorativo che consiste nel rivestire un oggetto con una sottilissima lamina d’oro. I primi ad utilizzare l’oro per le decorazioni e a praticare il procedimento della laminazione furono gli egizi, ben duemila anni fa. Esistono vari tipi di doratura, ma la più tradizionale è la “doratura a guazzo” che restituisce un effetto di brillantezza irraggiungibile con gli altri metodi.

La foglia d’oro.  L’oro è un metallo prezioso, di colore giallo-rossastro, lucidissimo se levigato, molle e duttile. E’ inalterabile all’aria e quasi mai impiegato allo stato puro perché troppo molle, per cui viene legato all’argento o al rame che lo rendono più duro. L’oro adoperato nel restauro della doratura si presenta in fogli molto sottili di spessore variabile da mm. 0,00001 a mm. 0,00008, e raccolti in libretti. Il costo del libretto varia a seconda dei carati dell’oro, ovvero in base alla sua purezza.

 

Le fasi della lavorazione


Ammannitura.  La prima parte del processo di doratura consiste nel rendere omogenea la superfice da “indorare”, e prende il nome di ammannitura. Si applica dapprima un bagno di colla che viene leggermente colorata con del pigmento in polvere ( terra d’ombra). Si prosegue poi con la stuccatura e con la gessatura. Il gesso viene unito a della colla di coniglio e steso con un pennello, allo scopo di preparare un fondo liscio ed omogeneo.

Stesura del Bolo.  Ad asciugatura ultimata, si passa alla levigatura della superfice in modo da far riemergere i particolari dell’intaglio, in parte ammorbiditi dalle stesure di gesso. Eliminato qualsiasi residuo di polvere, si passa alla stesura del “bolo”, una soluzione composta da una speciale polvere estratta da una cava sita in Armenia mescolata con colla di pesce o di coniglio.

Applicazione della foglia d’oro.   Terminata l’asciugatura, si procede alla doratura vera e propria. Viene preparato il “guazzo”, una soluzione composta da acqua e colla di pesce, e si inizia a bagnare una porzione della superfice ampia quanto la foglia da applicare. La foglia viene tagliata a misura con l’apposito coltello ed applicata delicatamente sulla porzione bagnata tramite una pennellessa. A doratura finita la parte viene tamponata con ovatta allo scopo di perfezionare l’adesione della foglia.

Brunitura.  Rimosse le parti in eccesso della foglie d’oro, si passa alla brunitura che conferisce alla foglia d’oro la lucentezza tipica del metallo. Per questa operazione viene utilizzata la pietra d’agata, applicata direttamente sulla foglia oppure tramite particolari strumenti chiamati brunitoi. Il lavoro termina con la stesura di uno strato di vernice protettiva.