L’INTAGLIO


Una lavorazione antica quanto l’uomo

L’intaglio è la tecnica artistica mediante la quale vengono realizzati ornamenti in incavo o in rilievo su superfici di legno con l’ausilio di vari tipi di scalpelli. Il maestro Bruno Barbon si occupa di scolpire figure e ornati per mobili in stile, ma anche cornici, targhe e statue come i famosi moretti veneziani. Alla base di quest’arte c’è il disegno, la capacità manuale ed il buon gusto: le opere sono realizzate a mano e questo ne garantisce l’unicità.

 

Le fasi della lavorazione


La scelta del legno.  La prima fase della lavorazione consiste nello scegliere il legno più adatto.  Il blocco deve avere una buona stagionatura, presentare pochi nodi ed essere integro e compatto. Tra i legni più utilizzati nell’intaglio troviamo il pino cembro: detto anche semplicemente cembro o cirmolo, è un albero sempreverde aghifoglie del genere Pinus che vive sulle Alpi. E’ tenero da lavorare, profumato, con nodi lavorabili e venature decise.

Lo studio del progetto.  Prima di mettere mano agli scalpelli ed alle sgorbie, viene deciso il soggetto e definito il disegno, tracciando su carta le linee guida e  riportandole sul pezzo da lavorare: serviranno come riferimento per la sgrossatura.

La sgrossatura.  E’ il primo momento dell’intaglio vero e proprio, e consiste nello scontornare il disegno togliendo grandi quantità di materiale. Questa operazione, poco precisa e faticosa, un tempo veniva assegnata ai garzoni di bottega. La sgrossatura deve comunque essere eseguita con molta attenzione per evitare di togliere più legno del necessario. In questa fase della lavorazione si usa spesso il mazzuolo che serve ad imprimere forza ai movimenti delle sgorbie.

Gli utensili.  Scalpelli e sgorbie sono gli strumenti fondamentali dell’intagliatore. Dotati di manico in legno, sono equipaggiati con lame di diverse lunghezze e curvature. Poiché il taglio deve essere netto e preciso, vengono conservati con attenzione ed affilati costantemente.

La levigatura.  E’ un’operazione non sempre necessaria, destinata ad eliminare eventuali piccole imperfezioni della lavorazione tramite scalpello. Viene utilizzata la pelle di pesce essiccata, generalmente quella di squalo, preferita alla carta abrasiva perché ha il vantaggio di non lasciare sul legno residui vetrosi che andrebbero a danneggiare il filo della sgorbia.

La finitura.  Sgrossato il contorno e definiti i volumi, si passa a definire i particolari con le sgorbie. Raffinandosi il lavoro, vengono a delinearsi i diversi livelli e la superficie si fa più omogenea fino a raggiungere la finitura desiderata. L’opera è pronta per essere lucidata, laccata oppure dorata.