IL RESTAURO


Ripristinare la bellezza di un mobile

Bruno Barbon offre al cliente un serio ed attento lavoro di restauro, che varia nella metodologia in base all’epoca, al tipo di legno o altro materiale in cui i diversi mobili antichi sono stati realizzati. Nell’esecuzione di un intervento di restauro, si presta molta attenzione a quelle che sono le origini del mobile, operando in modo da ristabilire l’antico splendore mediante tecniche conservative eseguite solamente a mano, con materiali d’epoca e prodotti naturali quali colle organiche, cera d’api e gommalacca.

 

Le fasi della lavorazione


La pulitura. La prima fase del restauro è sicuramente la pulitura. Si agisce salvaguardando il più possibile l’integrità della vernice originale e della patina, procedendo gradualmente provando all’inizio con solventi blandi. Quando la vernice non può essere recuperata, quando le condizioni del mobile sono particolarmente disastrose o quando si vuole applicare una finitura diversa da quella esistente, si procede con la sverniciatura tramite alcool, sverniciatori sintetici o soda caustica.

Trattamento antitarlo. Nel caso il mobile fosse infestato dai tarli, si procede ad un adeguato trattamento a base di antitarlo liquido. Viene applicato tramite una siringa oppure a pennello, e grazie alle sue caratteristiche penetra in profondità nel legno consentendo di raggiungere anche gli insetti più in profondità.

Il consolidamento. Come dice la parola stessa,  è quell’intervento che tende a riconferire la normale solidità ad un materiale che a seguito di processi di degrado ha subito una compromissione della propria struttura e viene effettuato impregnando il materiale stesso  con una sostanza allo stato liquido che solidificandosi all’interno ne ristabilisce la coesione. Le sostanze usate sono di origine naturale come la colla animale, la cera d’api, le resine naturali.

Aggiustamento delle deformazioni. Le deformazioni sono una conseguenza della tensione naturale e costante dovuta alla espansione o restringimento delle fibre del legno, dovuto principalmente a variazioni atmosferiche (umidità, riscaldamento ecc.), ad utilizzo di materiale scadente o non stagionato. Non sempre le deformazioni vanno corrette, quindi occorre verificare se la deformazione è tale da compromettere la funzionalità: lievi imperfezioni contribuiscono a dare il fascino dell’antico .

Ricostruzione. In molti casi vi è la necessità di ricostruire parti del mobile, perché mancanti o perché troppo rovinate per permettere un recupero ottimale. Le nuove parti vengono intagliate utilizzando legno della stessa essenza e spesso della stessa epoca, seguendo lo stile e la forma del mobile ed applicate con colle antiche come la colla animale, in modo da seguire il più possibile la tecnica costruttiva originale.

La stuccatura.  Permette di porre rimedio alle piccole imperfezioni superficiali, quali i fori di tarli, di chiodi e piccole crepe. Lo stucco a cera è ideale per i mobili che andranno rifiniti a cera. Lo stucco a gommalacca è usato in mobili di pregio che verranno lucidati a tampone: è ideale per chiudere piccole fenditure o fori anche profondi in quanto, una volta seccato, assume una elevata durezza e non riduce il suo volume. Lo stucco classico è lo stucco per eccellenza ed è composto da colla d’ossa scaldata a bagnomaria nella quale viene sciolto del gesso di Bologna e terre colorate.

Colorazione. L’arte di tingere il legno era conosciuta fin dall’antichità, si dal tempo degli Egizi e dei Persiani. La tintura a differenza della verniciatura, permette di conferire al legno la colorazione desiderata senza avere l’effetto coprente proprio della verniciatura e mettendo in risalto i disegni delle venature, la tessitura delle fibre, i nodi. La tinta deve essere compatibile con tutti gli altri materiali che intervengono nel restauro: colle, stucchi, cere o gommalacca.

Finitura. E’ l’ultima fase della lavorazione, quella che darà al mobile l’aspetto definitivo, per cui viene effettuata con molta cura. Esistono diversi tipi di finitura, in base all’epoca del mobile ed al gusto del cliente: la lucidatura a cera è probabilmente il metodo di finitura più antico che si conosca, e conferisce al mobile un aspetto semilucido e satinato. La lucidatura a gommalacca definita anche a tampone, a stoppino, alla francese dona al mobile una lucentezza irraggiungibile con le altre lucidature, rende al meglio nei mobili impiallacciati o lastronati o comunque di pregevole fattura. La doratura consiste nell’applicare al mobile una sottile foglia d’oro zecchino, ed è utilizzato soprattutto per cornici, fregi, statue, particolari di mobili. La laccatura è la tecnica che consiste nel ricoprire il mobile con una sostanza resinosa, la lacca, e conferisce profondità alle decorazioni dipinte.